Economia in ripresa e pil in crescita dello 0,9% nel 2026. Dall’ultima congiuntura dell’Ufficio studi di Confcommercio emerge un quadro in miglioramento. In particolare, il rientro dell’inflazione, il recupero del potere d’acquisto e la crescita dei consumi rappresentano segnali concreti di una svolta.
Ma il cambiamento più rilevante, ha spiegato il direttore dell’Ufficio studi, Mariano Bella, riguarda il clima di fiducia: «A partire da ottobre-novembre si registra una riduzione della sfiducia delle famiglie e un aumento della propensione al consumo. Per le imprese la fiducia è in crescita mese su mese da settembre (+3% rispetto a luglio), mentre per le famiglie si registra un +1,7% a dicembre su novembre».
Sempre secondo le stime di Confcommercio, a gennaio il prodotto interno lordo dovrebbe crescere dello 0,5% rispetto a dicembre e dell’1,2% su base annua. «Il risveglio dei consumi durante il Black Friday, il Natale e l’avvio dei saldi confermano il recupero della fiducia: per rendere la crescita più robusta è necessario continuare a ridurre le tasse su famiglie e imprese e semplificare la burocrazia creando migliori condizioni per la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro», ha commentato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.










