L’economia italiana va meglio delle previsioni. Lo rileva Confcommercio nello studio sulla congiuntura di gennaio 2026. «Il quadro congiunturale mostra negli ultimi periodi segnali concreti di miglioramento dell’economia italiana, sostenuti dal rientro dell’inflazione, dal recupero del potere d’acquisto e da una ripresa dei consumi più diffusa rispetto ai mesi precedenti», si legge nella sintesi dell’analisi curata dal capo economista Mariano Bella. «L’inflazione, al netto degli elementi temporanei, ha cessato di rappresentare un freno strutturale per famiglie e imprese: 0,7% tendenziale la nostra stima di gennaio rispetto a 1,2% di dicembre», prosegue la sintesi, «il reddito disponibile reale torna a crescere e supera i livelli pre-pandemici (+4,6% nei primi 3 trimestri 2025/2019), mentre i consumi reali recuperano più lentamente (+1,2% 2025/2019) ma mostrano una chiara inversione di tendenza nella parte finale del 2025». Fra l’altro, «da ottobre-novembre si osserva un cambiamento significativo nel clima di fiducia: perle imprese, in crescita mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie +1,7% a dicembre su novembre».

Le prime avvisaglie di questa accelerata si vedevano già nei dati sul Black Friday che, sempre secondo Confcommercio, ha generato 4,9 miliardi di euro di spesa, con una crescita del 19,5% sul periodo corrispondente del 2024. Bene pure i consumi natalizi, in aumento del 2,8% per famiglia, mentre i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata sono aumentati del 4,9%. «E bene anche le vendite al dettaglio reali che registrano due mesi consecutivi di crescita congiunturale (+0,5% a ottobre, +0,6% a novembre), evento che non si verificava dall’inizio del 2024». E pure i primi dati sui saldi di inizio anno sarebbero positivi, a conferma di un effetto trascinamento destinato a durare per lo meno nella prima parte dell’anno in corso. Insomma i numeri che corroborano l’accelerazione del Pil sono molteplici, e si concentrano proprio nella parte conclusiva dello scorso anno. Ora, a meno di una retromarcia repentina quanto improbabile, è ragionevole attendersi per Confcommercio un Pil 2026 in crescita dello 0,9%, contro il +0,6% del 2025.