Marina Giacomel è lì, sull’uscio de "La Ginestra", con lo stesso garbato sorriso, la stessa postura elegante, lo stesso sguardo discreto di sua mamma Eliana Cancelleri. Le signore della "Ginestra" ora sono due: mamma Eliana, scomparsa troppo presto ma sempre presente, e sua figlia che ne porta avanti la missione. Varcando la soglia di questo storico ristorante, si avvertte sempre il piacere di essere accolti, l’entusiasmo di trasmettere il valore della convivialità, l’attenzione straordinaria alla materia prima e al dettaglio anche nell’ambiente, con la splendida veranda che si affaccia al giardino.

Tutto qui sembra essersi fermato agli anni mitici di Nico Giacomel, il papà di Marina, che a 87 anni si concede (giustamente) licenze di caccia e delega a sua figlia la conduzione del battello agreste, il suo ristorante, che naviga su un mare rurale e vero, vivo, saporito, rispettoso della tradizione, semplice e sorprendente: il mare della sua terra. Il cuoco Michele Renga ci accompagna entusiasta nelle segrete stanze della stagionatura dei salumi, fatti in casa come una volta: dal prosciutto di cinghiale, al salame, al lardo, al culatello. Una batteria di insaccati contadini che mettono appetito già alla vista e che poi rivelano in tavola pulizia ed equilibrio, sapidità e succulenza, assieme al formaggio stagionato.