VENEZIA - Sono da poco passate le 21 di martedì sera quando, agli uffici della Fenice, arriva una mail destinata a far discutere. È scritta dai legali di Beatrice Venezi, la direttrice d’orchestra che il 26 aprile era stata rimossa dal futuro incarico di direttrice musicale che avrebbe dovuto iniziare questo autunno alla Fenice, che contestano la legittimità del provvedimento, definendolo “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”. La scelta di tempo non è affatto causale. Proprio ieri mattina, infatti, il sovrintendente del teatro lagunare, Nicola Colabianchi, ha presentato i programmi delle stagioni di Lirica, Sinfonica e Balletto al via dal 13 novembre con la Fedora di Umberto Giordano. Una illustrazione attesa da tempo che evidentemente ha fatto scattare la decisione degli avvocati di Beatrice Venezi di spedire il testo, letto solamente ieri mattina all’apertura degli uffici amministrativi dello storico teatro. Va anche ricordato che solo qualche settimana fa il centrodestra si è visto confermare dagli elettori la guida dell’amministrazione comunale di Venezia.

LO SCONTRO Colabianchi ad aprile aveva deciso di revocare la collaborazione con Venezi alla luce di alcune affermazioni ritenute lesive del teatro e dell’orchestra contenute in un’intervista rilasciata dalla direttrice ad un giornale argentino. La decisione di Colabianchi, però, era arrivata solo al termine di una lunga mobilitazioni dei musicisti del teatro e della stessa città che era sfociata in varie forme di mobilitazione. Tanto che gli stessi rappresentanti sindacali, vista la data della rimozione, avevano parlato di una vera e propria “Liberazione”. L’ACCUSA Venezi nel testo ribadisce la volontà di proseguire regolarmente l'attività professionale come concordato, quindi fino al 2030. La direttrice, inoltre, sostiene che le dichiarazioni contestate non siano state specificate e che le motivazioni addotte dalla Fondazione risultino generiche. Secondo la lettera inviata dagli avvocati dello studio legale Andretta di Napoli, Venezi sarebbe venuta a conoscenza attraverso gli organi di stampa della comunicazione rilasciata il 26 aprile dal sovrintendente Colabianchi, che annunciava l'interruzione del rapporto di lavoro «per presunte e apodittiche dichiarazioni» a una testata internazionale per cui sarebbe stata lesa l'immagine della fondazione. Nella lettera si puntualizza inoltre che il rapporto di lavoro è stato «costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030». Venezi da parte sua «conferma che - in ossequio all'impegno contrattuale assunto - intende continuare a mettere a disposizione della stessa Fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l'esecuzione delle stesse prestazioni lavorative». I legali si riservano l'adozione dei «provvedimenti ritenuti più opportuni e prudenziali a tutela dei diritti e degli interessi della propria assistita». LA REPLICA Ieri mattina il sovrintendente ha annunciato anche che la Fenice sta cercando una figura a livello internazionale per ricoprire il ruolo di direttore musicale per il quale, l’anno scorso, era stata indicata proprio Venezi. «Nessun problema, stiamo parlando con i nostri avvocati e ci daranno l'indicazione opportuna su quella che è la condotta da tenere - ha esordito - Siamo tranquilli perché abbiamo rispettato tutto dal punto di vista contrattuale. Voglio precisare che non esiste nessun contratto firmato dalla Fondazione. Esiste solo un pre-contratto con la sola firma di Venezi. Questa è la solita lettera scritta da avvocati». Colabianchi ha anche negato accordi economici con la musicista toscana. «Bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo per fare tutte le valutazione del caso - ha concluso riferendosi alla scelta del nuovo direttore - aspetteremo ancora qualche mese prima di prendere decisioni, anche perché la questione ha suscitato tanta attenzione e quindi ci orientiamo verso una maggiore ponderazione. Dobbiamo individuare una persona che abbia le caratteristiche ideali».