La lettera della direttrice d'orchestra e dei suoi avvocati, che si preparano a impugnare il licenziamento davanti al tribunale del lavoro
La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha formalmente impugnato il recesso dal rapporto di collaborazione con il Teatro La Fenice. Contestando la decisione resa pubblica nelle scorse settimane. E ribadendo la volontà di proseguire regolarmente l’attività professionale prevista dal contratto sottoscritto tra le parti.
Secondo quanto si legge nella lettera inviata dagli avvocati della musicista alla Fondazione lirico-sinfonica veneziana, di cui l’Adnkronos ha preso visione, Venezi sarebbe venuta a conoscenza attraverso gli organi di stampa della comunicazione rilasciata il 26 aprile scorso dal sovrintendente Nicola Colabianchi, che annunciava l’interruzione del rapporto di lavoro. E questo a causa di «presunte e apodittiche ‘dichiarazioni’, in alcun modo precisate, rese dal maestro Beatrice Venezi ad una non meglio individuata e precisata stampa internazionale e che in ragione di tali presunte ed imprecisate dichiarazioni sarebbe stata lesa l’immagine della Fondazione».
Il rapporto di lavoro
Nella lettera si puntualizza inoltre che il rapporto di lavoro è stato costituito «con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030». Nella comunicazione, i legali di Venezi contestano la legittimità del provvedimento, definendolo «nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio». La direttrice sostiene, inoltre, che le dichiarazioni contestate non siano state specificate e che le motivazioni addotte dalla Fondazione risultino generiche.










