Non passa in Europa la linea italiana, che chiedeva una revisione e perfino una sospensione dell’Ets. Anzi, l’Ue sembra spingere ancora di più l’acceleratore sul sistema europeo che stabilisce il prezzo delle emissioni di Co2. La revisione vera e propria dell’Ets è fissata per il 15 luglio, ma ieri il collegio dei commissari ha tenuto un dibattito orientativo, in cui la linea prevalente è stata quella di difendere il sistema, respingendo di fatto la possibilità di congelarlo o svuotarlo.
Tra le novità emerse dagli orientamenti dell’esecutivo, c’è l’intenzione di includere nel sistema anche settori finora non compresi, come i voli extra-Ue e gli inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti. L’estensione si inserisce nel quadro generale che, se il costo economico delle emissioni aumenta, imprese e trasporti saranno spinti a investire più rapidamente nella decarbonizzazione. La Commissione vuole ampliare il sistema delle quote gratuite per le industrie energivore – siderurgia, chimica, cemento – e questa appare una concessione alle richieste dei settori industriali e dei paesi che ospitano grandi comparti manifatturieri, a partire dalla Germania. Ma anche in questo caso l’alleggerimento del prezzo del carbonio viene legato alla necessità di reinvestire nel green.







