La polizia potrà utilizzare l’intelligenza artificiale per scoprire i colpevoli dei reati, ma anche per prevenirli. L’annuncio arriva dal ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al termine del consiglio dei ministri di ieri, che ha approvato i decreti legislativi che attuano il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, già recepito nella normativa italiana. Nella conferenza stampa che ha seguito la riunione, Piantedosi ha spiegato i criteri con cui scatterà il ricorso all’intelligenza artificiale nel campo della prevenzione e della repressione del crimine.
Per esempio, sarà «limitato» l’uso dei sistemi di identificazione biometrica remota negli spazi pubblici. Vi si potrà ricorrere «per finalità tassative di prevenzione di ordine pubblico (sic) e sicurezza e ricerca di persone». Le autorità di polizia dovranno chiedere un’autorizzazione a un giudice, che la concederà al massimo per quindici giorni. Tuttavia, ed è la novità più significativa, nei casi di urgenza le forze di polizia potranno agire senza permesso con una semplice comunicazione al magistrato che avrà tre giorni per convalidarne ex post l’utilizzo.
A maggior ragione, l’intelligenza artificiale potrà essere usata dalle forze di polizia dopo la commissione di un reato. In questo caso, saranno adoperate le tecnologie di riconoscimento facciale attraverso i sistemi di videosorveglianza – si pensi alle telecamere di una stazione ferroviaria – per identificare persone già indiziate sulla base di elementi oggettivi.










