Animali Nelle ultime settimane Essere Animali ha diffuso due video inediti che mostrano gravi irregolarità e maltrattamenti avvenuti in un grande allevamento di maiali in provincia di Treviso che rifornisce il circuito Dop

Nelle ultime settimane Essere Animali ha diffuso due video inediti che mostrano gravi irregolarità e maltrattamenti avvenuti in un grande allevamento di maiali in provincia di Treviso che rifornisce il circuito Dop. Il primo, pubblicato in collaborazione con Selvaggia Lucarelli, contiene immagini consegnate all’associazione da un ex dipendente dell’azienda e risalenti a dicembre 2022. Quello che emerge è un quadro a dir poco allarmante: violenze gravi da parte dell’allevatore e degli operai, condizioni igieniche pessime, suinetti mutilati senza anestesia o analgesia, problemi strutturali pericolosi per gli animali, centinaia di cuccioli senza vita nelle gabbie parto, uso massiccio di farmaci, decine di carcasse abbandonate all’esterno dell’allevamento. Un operatore si improvvisa addirittura veterinario e tenta di far rientrare un grave prolasso di una scrofa a mani nude.

Pochi giorni fa l’associazione ha pubblicato un secondo video, contenente nuovi filmati raccolti a maggio di quest’anno, che confermano come alcune delle problematiche siano reiterate e continue. Nelle gabbie parto si vedono centinaia di cuccioli morti, in diverse stanze dell’allevamento si trovano scaffali e frigoriferi ricolmi di farmaci e anche in questo caso decine di carcasse sono abbandonate all’esterno dell’allevamento, esposte agli agenti atmosferici e accessibili agli animali selvatici. Salta agli occhi una vera e propria infestazione di topi, presenti in tutte le aree dell’allevamento e persino nelle mangiatoie. Ma tutto questo è solo una parte del problema, perché insieme alle irregolarità e alle violazioni della legge, quello che queste immagini mettono in luce è la terribile normalità che sta dietro una modalità di allevamento ancora del tutto legale: quella in gabbia. In questo allevamento mille scrofe sono confinate all’interno di minuscole strutture in metallo in cui non riescono nemmeno a girarsi, a costruire il nido prima del parto o anche banalmente ad avere un contatto diretto con i cuccioli durante l’allattamento.