Stessa tecnica, stessa strategia operativa. Stessa attitudine alla non violenza di quelli che hanno assaltato la banca Credit Agricole di piazza degli Artisti lo scorso aprile. Strane analogie, sul fronte criminale. Ieri la Procura di Napoli nord ha sgominato una banda di uomini talpa, quelli che agiscono passando dalle fogne. E a leggere le accuse, c’è un retroscena tutt’altro che secondario: quelli finiti agli arresti ieri mattina potrebbero avere contatti con quelli entrati in azione all’Arenella. Strane convergenze, proviamo a fare chiarezza. Ieri mattina, sono stati gli uomini della Squadra Mobile di Caserta (agli ordini del primo dirigente Massimiliano Russo) ad eseguire dodici arresti (tra carcere e domiciliari). Si tratta di soggetti ritenuti specialisti nel ramo. Pensate: agiscono in bande organizzate, dove ogni soggetto svolge un ruolo. C’è chi fa da sentinella all’esterno di banche e negozi, con tanto di ricetrasmittente, c’è chi sbuca dalle fogne, praticando dei fori dal diametro di cinquanta o sessanta centimetri. Poi ci sono gli esperti del sottosuolo.

Quelli che hanno il know how, che conoscono la strada tra le fogne e sanno come sbucare all’improvviso all’interno di un negozio - gioiellerie in particolare - di una banca o di un ufficio postale. Tecniche e conoscenze, attitudini e strategie che si assomigliano, che finiscono con il convergere. Quanto basta a pensare che quelli che sono stati arrestati ieri potrebbero avere contatti con quelli che hanno agito in piazza degli Artisti. Verifiche in corso, restiamo all’operazione messa a segno all’alba di ieri mattina. Indagini della Procura di Napoli Nord (sotto il coordinamento del procuratore Domenico Airoma e della vice Maria Di Mauro), a seguito di una rapina avvenuta il 16 gennaio del 2023 nella filiale di Giugliano della Banca Popolare di Milano. Cosa accadde quel giorno? Volto travisato, armati, ma non violenti: i banditi si erano introdotti nell’istituto attraverso un tunnel che dalla rete fognaria conduceva ai locali della banca. Allora le indagini avevano permesso di dare un nome e un volto ad alcuni soggetti che avevano - secondo gli investigatori - ricoperto il ruolo di «palo». Un assalto poi collegato ad altre due tentate rapine commesse - utilizzando sempre la stessa tecnica - ai danni degli uffici postali di Giugliano e Villaricca. Chiaro il modus operandi: scavando un tunnel sotterraneo, i componenti dell’organizzazione (travisati attraverso l’utilizzo di mascherine), indossando tute integrali, cappuccio e guanti di gomma, direttamente dalla rete fognaria si introducevano nel caveau, attraverso un foro del diametro di circa 40-50 centimetri praticato sul pavimento. I nomi Ma chi sono i soggetti finiti agli arresti? Restiamo alla misura cautelare firmata dal gip Fabrizio Forte: in cella finiscono Beniamino Bellofiore, Antonio Chiariello, Domenico Chiariello, Antimo Di Matteo, Giuseppe Giappone, Giuseppe Hachroun, Antonio Martori; ai domiciliari invece Antonio Poliniello, Simone Gigante, Francesco Pio Staterini, Giuseppe Pio Saulino, Francesco Russo. Gli ostaggi Una scia di episodi su cui sono in corso verifiche e accertamenti, a distanza del tempo e in punti differenti delle nostre aree metropolitane. Va avanti in Procura l’inchiesta condotta dal pm Federica D’Amodio su quanto accaduto lo scorso aprile all’interno di una filiale di Credit Agricole. A che punto è l’indagine? Ci sono degli spunti al centro degli approfondimenti di polizia giudiziaria. Al lavoro i carabinieri del comando provinciale, si parte dalla organizzazione dell’assalto. Una attività che è andata avanti per mesi e che ha prodotto un bottino per centinaia di migliaia di euro. Sono state svaligiate decine di cassette di sicurezza. Probabile che i rapinatori fossero perfettamente a conoscenza degli obiettivi da saccheggiare. Non si esclude che qualcuno si sia finto cliente per studiare i luoghi e le criticità nella pianificazione del raid. Erano tre i gruppetti in azione quel giorno: quelli che sono sbucati dalle fogne, forti di una conoscenza capillare del sottosuolo; i tre soggetti che sono entrati dalla porta principale, dopo aver lasciato un’auto rubata all’esterno della banca, con tanto di targa contraffatta, per poi sparire usando il cunicolo sotterraneo; e quelli che si sono mimetizzati nella folla. Parliamo di sentinelle dotate di apparati ricetrasmittenti, come i banditi che hanno agito tra napoletano e casertano. Esplicite le immagini delle telecamere: c’è chi blocca con un’asta l’ingresso principale, mentre decine di ostaggi - tra clienti e utenti della banca - vengono bloccati all’interno di un vano della filiale. Il resto è storia di un’inchiesta in corso, di una fuga beffa, di contatti tra gruppi di criminali padroni del sottosuolo: gli uomini talpa, che spesso ritornano a solcare il mondo di sotto.