Hanno agito con la precisione chirurgica degli specialisti e la freddezza di chi non teme il massiccio schieramento di forze all’esterno, lasciando dietro di sé una scia di dubbi e decine di cassette di sicurezza sventrate. Mentre piazza Medaglie d’Oro veniva blindata da carabinieri e reparti speciali, i componenti della “banda del buco” svanivano nel sottosuolo del Vomero, a Napoli, portando con sé un bottino ancora incalcolabile razziato dal caveau della Crédit Agricole. Un colpo da manuale, studiato per mesi, che ha lasciato sul pavimento dell’istituto solo due pistole sceniche- armi giocattolo prive di tappo rosso usate per congelare la reazione dei presenti - e il trauma di 25 persone segregate per ore, tra le quali due anziani e una dipendente colti da malore.

L’incursione è scattata giovedì intorno alle 12. Il gruppo, composto verosimilmente da cinque o sei unità con il volto coperto da collant e maschere di attori famosi, come “The Rock” - un richiamo estetico ai polizieschi degli anni ’70 -, ha attaccato su due fronti. Tre malviventi sono entrati dall’ingresso principale, arrivando a bordo di una Giulietta nera, mentre almeno altri due complici sono emersi dalle viscere della terra, sbucando da un locale nei pressi del caveau. Una volta dentro, hanno raggruppato i presenti in un ufficio, intimando loro di consegnare i cellulari. «State tranquilli, non vi succederà nulla», era stato l’approccio iniziale, pronunciato con una cadenza inconfondibile che ha tolto ogni dubbio agli ostaggi: i rapinatori parlavano con un marcato accento napoletano. La situazione è però degenerata all’arrivo dei militari, quando i banditi, uno dei quali indossava un pantalone tecnico simile a quello dei corrieri per mimetizzarsi meglio nella confusione cittadina, hanno minacciato di aprire il fuoco sui prigionieri prima di dileguarsi.