È caccia ai banditi che giovedì mattina hanno compiuto una clamorosa rapina alla filiale della Crédite Agricole di piazza Medaglie d'Oro nel quartiere Vomero a Napoli. I rapinatori dopo aver scassinato e portato via diverse decine di cassette di sicurezza si sono dileguati allontanandosi nelle fogne, 25 tra dipendenti e clienti sono stati tenuti in ostaggio dai banditi che avevano il volto coperto da maschere che alcuni hanno ricondotto al volto di attori cinematografici. E c’è un insospettabile in questa storia. Uno che è andato su e giù, per settimane se non mesi. Passava inosservato, magari indossava una tuta da lavoro, comunque ha avuto modo di studiare bene l’ambiente, verificare la consistenza del pavimento che divide la zona dell’antisala rispetto al vano che ospita le cassette di sicurezza. Ha avuto la possibilità di capire che sfondare il pavimento nel vano che ospita le cassette di sicurezza era impossibile ma che invece sbucare dall’antisala sarebbe stato un gioco da ragazzi. Il primo passo della pianificazione del colpo. Il raid è stato messo a segno da 8 o 10 rapinatori. Due gruppi per la precisione. In 3 sono arrivati dall’esterno, sei o sette sono sbucati dal pavimento. Un’azione a tenaglia, concentrica. E fulminea. La rapina è durata poco più di una 40ina di minuti. Dalle 11.57 in poi. Il tempo di immobilizzare i 25 ostaggi, tutti riuniti in una saletta attigua al salone principale; per poi puntare all’interno della sala che ospita le cassette di sicurezza. A distanza di un paio di giorni ci sono certezze ma anche delle ipotesi abbastanza chiare sul tavolo dei pm. Inchiesta condotta dal pm Domenico Musto, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, al lavoro i carabinieri del comando provinciale di Napoli. Almeno una quarantina le cassette di sicurezza svaligiate. Soldi, gioielli, documenti. Non sembra che i rapinatori avessero uno schema preciso, hanno usato dei cacciavite per forzare le singole nicchie.