L'Italia può costruire una nuova filiera industriale nel mare, capace di generare 56 miliardi di euro di valore aggiunto e oltre 800mila occupati entro il 2080. Ma solo se il governo calendarizza in tempi rapidi le aste previste dal decreto FER2. È questo il messaggio lanciato oggi a Roma, al IV Convegno Nazionale dell'Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO), dove è stato presentato il primo studio indipendente sull'impatto socioeconomico dell'eolico offshore in Italia.Lo studio, commissionato da AERO e realizzato da Intesa Sanpaolo insieme al Politecnico di Torino, al Politecnico di Bari, a Prometeia e a OWEMES, ha ricostruito oltre 250 voci di filiera con metodo bottom-up. I risultati disegnano due scenari molto diversi a seconda dei tempi di intervento. Se le aste partiranno presto, il settore potrà generare fino al 2080 circa 129 miliardi di euro di produzione attivata, 56 miliardi di valore aggiunto, quasi il 3% del PIL italiano del 2025, 25 miliardi di gettito fiscale e oltre 800mila unità di lavoro standard. In caso di ritardo, le cifre si dimezzano: 25 miliardi di valore aggiunto, 11 miliardi di gettito, 399mila occupati. «L'appello che lanciamo al governo è di fare presto», ha dichiarato il presidente di AERO Fulvio Mamone Capria, sottolineando che già 2,8 gigawatt di progetti hanno superato la Valutazione d'Impatto Ambientale, ma le aste non sono ancora state calendarizzate nonostante il decreto MASE sia stato emanato nell'agosto 2024. Il rischio, avverte, è che gli investimenti già effettuati dalle società di sviluppo vengano dirottati verso altri paesi del Mediterraneo.Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto con un messaggio di saluto, ha confermato che il governo sta lavorando alla rivisitazione del decreto FER2 «per coniugare le esigenze degli operatori con gli obiettivi di decarbonizzazione, garantendo una razionale programmazione degli investimenti».Dal mondo accademico arrivano analisi convergenti. Giuliana Mattiazzo, vicerettrice per l'Innovazione del Politecnico di Torino, ha evidenziato come l'eolico offshore galleggiante abbia ormai superato la fase dimostrativa e sia pronto al passaggio alla scala industriale, a condizione che ci siano «programmazione, stabilità regolatoria, infrastrutture portuali, competenze e una filiera capace di crescere insieme ai progetti». I professori Lorenzo Ardito e Antonio Messeni Petruzzelli del Politecnico di Bari hanno invece sottolineato come gli investimenti nei porti, necessari per lo sviluppo del settore, abbiano «natura strutturale e multiuso», con benefici che si estendono ben al di là del comparto offshore. Lo studio evidenzia anche la rilevanza geografica del fenomeno: secondo Alessandra Lanza, senior partner di Prometeia, gli effetti più significativi in termini occupazionali si concentreranno nei territori del Mezzogiorno. Giovanni Foresti di Intesa Sanpaolo ha inquadrato il tema nella più ampia prospettiva geopolitica, ricordando come le tensioni in Medio Oriente e il conflitto in Ucraina abbiano accelerato il percorso europeo di riduzione della dipendenza dai combustibili fossili: l'eolico offshore rappresenta in questo contesto «un'opportunità strategica» che può evitare di sostituire la dipendenza dagli idrocarburi con nuove dipendenze tecnologiche, a patto di sviluppare tempestivamente una filiera nazionale. L'Italia, viene ricordato nello studio, dispone già di una solida base industriale in settori direttamente collegati all'offshore: meccanica, cantieristica, logistica portuale, cavi elettrici, lavorazioni meccaniche e servizi tecnici specializzati. La manifattura pesa per il 35% del valore generato dall'intera filiera, il doppio della sua incidenza nell'economia italiana complessiva.Al convegno, che si è tenuto nella Sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale, hanno partecipato tra gli altri il direttore generale di IRENA Francesco La Camera, la CEO di WindEurope Tinne Van Der Straeten, le vicepresidenti del Parlamento Europeo Pina Picierno e Antonella Sberna, il vicepresidente della Camera Sergio Costa e una folta rappresentanza parlamentare di tutti i principali partiti.