Nasce in Lombardia il campus da 500 MW di Khazna ed Eni: un modello tra potenza di calcolo di frontiera e transizione energetica raccontato da Elisabetta Baronio e Greg Jasmin

L'asse strategico tra Italia ed Emirati Arabi Uniti si arricchisce di un capitolo fondamentale per il futuro tecnologico ed energetico europeo, delineando una collaborazione che unisce infrastruttura digitale di fisionomia hyperscale e decarbonizzazione. La sigla del Head of Terms tra Khazna Data Centers ed Eni pone infatti le basi per la nascita di una joint venture dedicata allo sviluppo di un colossale campus di data center per l'intelligenza artificiale a Ferrera Erbognone, in Lombardia.

Con una capacità IT complessiva pianificata di 500 MW, elevabile fino a 1 GW su scala nazionale, il progetto si colloca nel cuore delle direttrici della transizione digitale promossa dal PNRR e obiettivi nazionali di decarbonizzazione. L'iniziativa si distingue per una sinergia strutturale inedita, alimentata dalla "Blue Power" di Eni, l'energia a basse emissioni di carbonio prodotta da una centrale a turbina a gas a ciclo combinato ad altissima efficienza e integrata con il sistema di cattura e stoccaggio della CO₂ di Ravenna. Questo ecosistema risponde direttamente alle complesse sfide poste dai carichi di lavoro computazionali di frontiera e dall'alta densità energetica richiesta dall'intelligenza artificiale generativa. Nelle interviste che seguono, Elisabetta Baronio, Director of ESG di Khazna Data Centers, e Greg Jasmin, Chief Commercial Officer dell'azienda, illustrano nel dettaglio come la sostenibilità, la standardizzazione modulare e la pianificazione energetica integrata si traducano in un modello operativo concreto, capace di trasformare il corridoio Abu Dhabi-Milano in un punto di riferimento strategico per l'infrastruttura digitale del Sud Europa.