Un uomo a terra, una lama e un attacco di tale ferocia da trasformarsi in pochi istanti in un trauma collettivo per un'intera città. L'aggressione avvenuta la sera di lunedì scorso nell’area di Kinnaird Avenue, a North Belfast, ha ampiamente superato i confini della cronaca nera per invadere i social network e, successivamente, le strade.

La vittima, Stephen Ogilvie, ha subito lesioni devastanti: ha perso l'uso dell'occhio sinistro, ha riportato seri danni all'occhio destro, profonde ferite alla testa e al volto e lunghe lacerazioni sulla schiena.

A rispondere di questa brutalità è Hadi Alodid, trentenne sudanese accusato di tentato omicidio, detenzione di arma da taglio in luogo pubblico e minacce di morte a un operatore sanitario del National Health Service.

Secondo le ricostruzioni fornite dagli investigatori gli agenti avrebbero trovato l'imputato sopra la vittima con in mano un coltello da cucina. Giunto a Belfast nel febbraio 2023 dopo un viaggio attraverso Sudan, Parigi e Dublino, Alodid aveva ottenuto un permesso temporaneo di cinque anni come richiedente asilo.

Il caso è immediatamente deflagrato, complice la diffusione virale dei video dell'attacco in rete. Reform, il partito sovranista britannico ed Elon Musk stanno soffiando sul fuoco. La disinformazione ha giocato un ruolo chiave: un iniziale errore circolato sui social, che descriveva il sospettato come somalo, ha fatto da benzina sul fuoco in un clima già surriscaldato. La reazione della piazza è stata violenta: centinaia di manifestanti anti-immigrazione sono scesi in strada, dando alle fiamme veicoli, colpendo abitazioni e aggredendo residenti percepiti come stranieri.