Pubblicato il: 10/06/2026 – 15:53
di Giorgio Curcio
LAMEZIA TERME Il Ponte sullo Stretto, il controllo della Corte dei Conti, le informazioni riservate, un report da consegnare ai privati e le promesse per il “dopo”. Nelle carte dell’inchiesta che scuote il fronte istituzionale attorno alla grande opera, il rapporto tra il presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele (cl. ’56), prossimo al pensionamento nel febbraio 2026, Vincenzo Virgiglio (cl. ’61) di Rosarno e Giacomo Francesco Saccomanno (cl. ’55) di Vibo Valentia viene ricostruito dalla Procura come il cuore di un presunto circuito di favori, notizie riservate e aspettative professionali. Secondo la ricostruzione della Procura, le intercettazioni avrebbero restituito «manovre di condizionamento» poste in essere da Virgiglio, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e da Saccomanno, già consigliere di amministrazione designato dalla Regione Calabria nella società Stretto di Messina Spa e presidente della stessa Accademia Calabria, al fine di influenzare il controllo di legittimità della Corte dei Conti. In questo contesto, secondo gli inquirenti, Miele avrebbe messo a disposizione le funzioni rivestite all’interno della Corte, rivelando notizie riservate e informazioni sugli orientamenti dei colleghi e sull’andamento dell’istruttoria.











