Una battaglia a colpi di modelli di intelligenza artificiale sempre più performanti. Anthropic fa la sua mossa nella gara con OpenAI e presenta la nuova IA, Claude Fable 5. La vera novità, come da nota dell'azienda, è l'appartenenza dell'aggiornamento alla classe di modelli Mythos, quelli finora accostati alle capacità dell'intelligenza artificiale di scovare falle di sicurezza nei software informatici in maniera così veloce e puntuale da spingere la stessa Anthropic a limitarne l'accesso a pochi partner selezionati.

Claude Fable 5 si basa sulla stessa architettura, introducendo però un doppio binario operativo: quando l'utente pone al modello una domanda considerata non critica, a rispondere è il meglio oggi prodotto per il consumatore finale da Anthropic. Nel caso di temi considerati sensibili, come la cybersecurity ma anche la biologia, il sistema "scala" verso il basso, interrogando non più Fable ma Opus 4.8, con prestazioni minori in termini di profondità e complessità delle risposte ma più sicure. Altri modelli concorrenti, se entrano in gioco temi critici, preferiscono semplicemente non rispondere.

Stando alle casistiche finora studiate da Anthropic, Opus viene coinvolto in circa il 5% delle sessioni. Il ricercatore Ethan Mollick, che ha avuto accesso anticipato al modello, spiega che non è proprio cosi, "i meccanismi di sicurezza di Fable", scrive sul suo blog, "scattano anche al minimo accenno di un problema di sicurezza, e accade fin troppo spesso".