Consulenze lautamente retribuite a collaboratori dello studio Alpa
Aldo Torchiaro
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Consulenze lautamente retribuite a collaboratori dello studio Alpa per la verifica della documentazione necessaria alle commesse della struttura commissariale durante l’emergenza Covid. È quanto emerge dalla testimonianza di un imprenditore ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
Sul piano giudiziario l’indagine non ha individuato – al momento – ipotesi di reato, ma sul terreno politico resta accesissimo il confronto sulla gestione dell’emergenza sanitaria durante il governo Conte. Marco Spadaccioli, dipendente della Adaltis Srl, ha fornito alcuni chiarimenti sul ruolo dell’avvocato Luca Di Donna, professionista che all’epoca condivideva lo stesso studio legale dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Al centro della vicenda figura una consulenza dal valore complessivo di 454mila euro. A fronte di cosa? «Possono essere stati corrisposti esclusivamente per l’attività di verifica dei documenti prima del loro caricamento e, credo, per la lettera predisposta quando i pagamenti non arrivavano. Non riesco a individuare altre attività oltre queste», ha affermato Marco Spadaccioli rispondendo alle domande di Alice Buonguerrieri, deputata e capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione, in merito alle parcelle liquidate allo studio legale. La questione riguarda le forniture dei kit destinati all’emergenza Covid nella fase iniziale della pandemia e, secondo Fratelli d’Italia, apre nuovi interrogativi sui rapporti tra alcuni professionisti e il sistema delle commesse pubbliche gestite durante l’emergenza.










