Bufera in commissione Covid dopo l’audizione di un imprenditore che ha riferito di un pagamento da 454mila euro a uno studio legale vicino a Giuseppe Conte. FdI parla di “sistema marcio” e chiede chiarimenti. Il leader M5S replica denunciando una “strumentalizzazione” e annuncia querele contro chi “persevera nella calunnia”.

Bufera in commissione d’inchiesta Covid in seguito all’audizione di un imprenditore. Secondo quanto raccolto dai membri di Fratelli d'Italia, sarebbe emerso un pagamento di 454mila euro allo studio legale Alpa per il controllo della documentazione relativa alle commesse della struttura commissariale durante la pandemia, ma la consulenza non sarebbe mai avvenuta. Al centro della vicenda ci sarebbe l’avvocato Luca Di Donna, collega di Giuseppe Conte all’epoca dei fatti.

Fratelli d'Italia sostiene che la commissione avrebbe svelato "il sistema marcio che ha trasformato il Covid in una mangiatoia" e ha chiesto a Conte di farsi ascoltare "il prima possibile" per "spiegare quale sia il nesso tra gli appalti assegnati sotto il suo governo e lo studio di avvocati di cui faceva parte". Il leader del Movimento 5 Stelle replica duramente alle accuse: "Gli esponenti di Fratelli d’Italia stanno irresponsabilmente strumentalizzando i lavori della Commissione Covid". E aggiunge: "Da oggi chi persevera nella calunnia sarà querelato e, tengo a chiarirlo per massima trasparenza, verrà querelato non solo per l’oggi ma anche per tutte le falsità diffuse negli ultimi anni".