DARIO E DANIELA: I PRIMI DELLA CLASSE
Lunedì 2 giugno Anthropic ha depositato i documenti per la quotazione in borsa, con una valutazione di mille miliardi di dollari.
Solo cinque anni fa era una startup nata in un piccolo ufficio di San Francisco, fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei insieme a un gruppo di ricercatori che avevano lasciato OpenAI, la rivale guidata da Sam Altman. Erano convinti che l'intelligenza artificiale stesse diventando troppo potente, troppo in fretta, e che il problema della sicurezza non venisse preso abbastanza sul serio. Avevano 124 milioni di dollari, nessun prodotto e una tesi diversa da quella di Altman o Musk: sviluppare sistemi più sicuri e più capaci non erano due obiettivi in conflitto, ma lo stesso obiettivo.
In questi cinque anni Anthropic ha puntato tutto su questa idea: costruire modelli avanzati senza rinunciare a principi etici. Secondo una lunga analisi del Financial Times, la scommessa ha funzionato per una ragione: rendere l'AI più sicura la rendeva anche più efficace. Anthropic ha trasformato questa intuizione in un vantaggio competitivo, concentrandosi sulle aziende invece che sul mercato di massa, come invece è stato per ChatGpt. Banche, studi legali e società tecnologiche cercano sistemi affidabili per automatizzare attività complesse. Sono clienti che spendono di più e restano più a lungo.










