Rispetto alle forze di lavoro, la partecipazione alla previdenza complementare continua a crescere, soprattutto nelle fasce più giovani (9,8 punti percentuali in più in cinque anni nella fascia d’età 15-34 anni).Quanto all’area geografica, il tasso di partecipazione supera la media nazionale nelle regioni settentrionali, dove si concentrano il 57,3 per cento degli iscritti; valori più bassi e decisamente inferiori alla media si registrano in gran parte delle regioni meridionali.Risorse, contributi e prestazioniAlla fine del 2025, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari si attestano a 262 miliardi di euro (+7,7% rispetto al 2024) soprattutto per la dinamica positiva dei mercati finanziari. Le risorse accumulate sono pari all’11,6% del PIL e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. I contributi incassati nell’anno sono pari a 22,4 miliardi di euro (+8,7% rispetto al 2024), crescendo ad un ritmo superiore alla media del quinquennio precedente. Nei fondi negoziali sono stati raccolti 7,9 miliardi di euro (+10,9%); nei fondi aperti 3,9 miliardi di euro (+15,4%), nei PIP “nuovi” 5,6 miliardi di euro (+5,7%); nei fondi preesistenti sono confluiti 4,8 miliardi di euro (+4,4%). Sulle posizioni dei lavoratori dipendenti sono stati versati 18,7 miliardi di euro di contributi, in crescita di 1,6 miliardi rispetto al 2024. Di questi, 9,6 miliardi di euro riguardano quote di TFR; 5,7 miliardi di euro sono contributi a carico dei lavoratori e 3,4 miliardi di euro contributi dei datori di lavoro. Per i lavoratori autonomi sono confluiti versamenti per 1,9 miliardi di euro. Gli iscritti versanti nel 2025 sono 7,4 milioni, il 73% del totale. La contribuzione media di tali iscritti è di 2.990 euro; è più alta per i lavoratori dipendenti (3.110 euro), che possono beneficiare anche dei flussi di TFR, rispetto ai lavoratori autonomi (2.780 euro). Il gender gap si conferma anche guardando all’importo della contribuzione versata: per le donne il contributo medio è del 16% inferiore a quello degli uomini. Nelle regioni del Nord e in alcune del Centro i contributi sono più elevati della media, si dimezzano in molte aree del Mezzogiorno. Gli iscritti non versanti sono circa 2,7 milioni, invertendo per la prima volta la tendenza di crescita. Nel 2025, sono state erogate prestazioni pensionistiche in capitale per 5,5 miliardi e in rendita per 347 milioni. I riscatti sono stati pari a 2,1 miliardi di euro e le anticipazioni a 2,8 miliardi di euro. Nell’anno sono stati pagati circa 2,8 miliardi di euro di rendite integrative temporanee anticipate (RITA), per lo più dai fondi pensione preesistenti.L’allocazione degli investimentiGli investimenti dei fondi pensione mantengono un’allocazione prevalente pari al 55,8% del totale, in obbligazioni governative e altri titoli di debito. L’esposizione azionaria complessiva sale al 32,9%, 2,4 punti in più rispetto al 2024. Gli investimenti immobiliari, in forma diretta e indiretta, costituiscono meno del 2% del totale.Gli investimenti dei fondi pensione nell’economia italiana (titoli di Stato, titoli emessi da soggetti residenti in Italia e immobili) sono 43,9 miliardi di euro, pari al 19,3% del totale (percentuale invariata rispetto al 2024). Gli impieghi in titoli di debito e di capitale di imprese domestiche, pari rispettivamente a 3,4 e 2,4 miliardi di euro (3 e 2 miliardi nel 2024), gli investimenti domestici detenuti attraverso quote di OICVM si attestano a 2,3 miliardi di euro.