Il risiko bancario "non sia mera speculazione", auspica il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ieri per la prima volta nella sede della Borsa italiana, a piazza Affari, per presentare un modo diverso di fare finanza, più "etico e sostenibile". Ma i mercati sono già in ebollizione e spingono perché il nuovo progetto arrivi in porto. Gli sviluppi del risiko, con l’operazione avviata da Intesa Sanpaolo, portano la Borsa di Milano già in mattinata a superare la soglia dei 51.000 punti, sui massimi toccati a marzo del Duemila. A beneficiare della spinta, tutto il comparto finanziario. Mps ha concluso in aumento del 2,6% a 10,37 euro, Mediobanca (+2,9%) a 24,93 euro, Bper (+2,9%) a 12,63 euro, Unipol (+4,6%) a 22,84 euro, Generali (+2,1%) a 40,75 euro, Intesa (+0,9%) a 5,65 euro.
L’offerta su Monte dei Paschi di Siena ha "alte probabilità di successo", ribadisce Carlo Messina, protagonista assoluto dell’operazione, in una intervista a Bloomberg Tv. "I titoli in Borsa si stanno muovendo – osserva – perché considerano il nostro premio come il premio corretto per questa operazione". E aggiunge subito che, anche nel caso dovesse arrivare una controfferta da un competitor, Intesa Sanpaolo "rimarrà in gara". D’altronde, la "componente in contanti" prevista nell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria, pari a 3 miliardi di euro, è già una "risposta ai concorrenti". Non ci sarà, insomma, nessun rilancio. "Ritengo – argomenta Messina – che l’esito di questa operazione sarà determinato dal prezzo che verrà offerto". In altre parole, se dovesse arrivare un’offerta capace di superare quella di Intesa Sanpaolo, potrebbe aprirsi una "competizione e noi resteremo nella transazione fino al punto in cui potremo creare valore per i nostri azionisti".











