A Milano l'indice Ftse Mib segna un rialzo dell'1,71% a quota 51.065 trascinato dagli acquisti sui titoli finanziari per la nuova fase del risiko bancario. Ieri Intesa Sanpaolo ha confezionato, in tandem con Unipol, un'offerta da 30,6 miliardi di euro per Mps

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Giornata di fibrillazioni per la Borsa di Milano che supera la soglia dei 51.000 punti, sui massimi toccati a marzo 2000. L'indice Ftse Mib segna un rialzo dell'1,71% a quota 51.065 trascinato dagli acquisti sui titoli finanziari per la nuova fase del risiko bancario. In vetta al listino spiccano Unipol (+5,36%) e Bper (+4,22%), mentre Generali segna un nuovo record storico a 40,38 euro (+1,2%).

Il risiko bancario

Tutto dunque ruota attorno al risiko bancario: ieri, 8 giugno, Intesa Sanpaolo ha confezionato in tandem con Unipol un'offerta da 30,6 miliardi di euro per Mps. L'istituto guidato da Carlo Messina prenderà Mediobanca, con in pancia la quota in Generali, e circa metà delle filiali del Monte, cedendone 635 alla compagnia guidata da Carlo Cimbri. L'offerta, che pone Mps in passivity rule, mette in fuorigioco l'invito a trattare di Banco Bpm, derubricato da Messina a "lettera d'amore" a fronte di "una offerta" vera e propria. "Banco Bpm ha cercato di anticipare la nostra operazione - ha detto il banchiere -. Giuseppe Castagna è un caro amico ma non condivido questo approccio". Nessuna replica dal Banco, che sempre l'8 giugno ha inviato a Mps la proposta a discutere una fusione alla pari, da cui nascerebbe un polo bancario con una capitalizzazione di oltre 50 miliardi. Mentre in serata il cda di Mps si è limitato a dire che "procederà" alla valutazione della proposta "non sollecitata" di Bpm e all'offerta "non concordata" di Intesa. Se l'opas di Messina dovesse andare in porto, gli assetti del credito italiano ne uscirebbero rivoluzionati, con il consolidamento del primato di Intesa, a cui sarà affidata la custodia degli equilibri nelle Generali, e la creazione con Bper-Mps di un secondo gruppo bancario sotto la regia di Unipol.