La vittoria dei playoff e la promozione in Serie B, hanno determinato anche la necessità di mantenere fede ad alcune promesse fatte prima del raggiungimento dell’obiettivo. La più eclatante è stata quella messa in atto dall’attaccante Simone Corazza che aveva promesso di tagliarsi il codino in caso di promozione e che alla fine della partita, sotto la Curva Nord, si è fatto aiutare dai magazzinieri dell’Ascoli a completare il suo personale fioretto. Quella lunga chioma simbolo dell’esultanza dopo il gol più importante della stagione, realizzato nei minuti finali del derby contro la Sambenedettese, rimarrà un bellissimo ricordo. La promessa del taglio del codino era nata nel clima di grande euforia che si era creato all’interno della squadra proprio quando era iniziata la remuntada nei confronti della capolista Arezzo. Il gesto di Corazza ha riportato alla memoria lo stesso taglio dei capelli che avvenne nel 2006 con la vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio in Francia. Fu l’italo-argentino Mauro German Camoranesi a completare la sua promessa fatta prima del successo mundial. L’altra promessa dei bianconeri per la promozione in Serie B, era stata fatta dall’attaccante Simone D’Uffizi. Il suo ‘fioretto’ era quello di tingersi i capelli di biondo platino in caso di vittoria degli spareggi. e così a tarda notte dopo la festa in Piazza del Popolo, ecco mantenuta la promessa. Il ventunenne attaccante romano è tra i pochi superstiti della squadra che due anni fa retrocesse in Serie C e aveva promesso che se l’Ascoli fosse tornato in Serie B si sarebbe tinto i capelli di biondo. Eccolo allora con il nuovo look per mantenere il suo fioretto. Fioretti che sono stati fatti anche da diversi tifosi bianconeri. Alcuni andranno a piedi al Santuario di Gimigliano, altri in bici alla Madonna dell’Ambro a Montefortino e qualcuno sempre in biciletta andrà invece a Loreto emulando il Presidentissimo Costantino Rozzi, che nella stagione calcistica 1982-83 in Serie A, in seguito a una scommessa con i giocatori e l’allenatore Carletto Mazzone, partì in bici con tutta la squadra, tra cui Walter Novellino, Enrico Nicolini e l’attuale assessore allo sport Nico Stallone, giovane difensore bianconero, alla volta della Santa Casa di Loreto. L’Ascoli si era salvato all’ultima giornata contro il Cagliari e quella salvezza ebbe davvero qualcosa di ‘miracoloso’. Il ‘pellegrinaggio’ a Loreto in bicicletta è diventato così il simbolo delle grandi imprese calcistiche, tanto che ancora oggi gruppi di tifosi e appassionati, in particolare gli ultras del Settembre Bianconero, ripercorrono il tragitto come ‘ringraziamento’. E così sarà anche stavolta.
La promozione in serie B e le scommesse da mantenere
Corazza si è tagliato il codino, D’Uffizi aveva promesso di farsi biondo









