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Il sindaco Berni con la vice presidente Diop. in uno degli alloggi recuperati
di Laura ValdesiMONTERONI"Una porzione del patrimonio della mafia è servito per dare risposte a cittadini in difficoltà economico-sociali", ribadisce con un pizzico di orgoglio il sindaco di Monteroni Gabriele Berni. "Una bella sensazione vedere da vicino come simboli del potere criminale siano rinati grazie all’insegna della lotta all’emergenza abitativa, della cultura, della socialità e della coesione", gli ha fatto eco Mia Diop, vice presidente della Regione Toscana " che ieri ha visitato i beni confiscati al consuocero di Vincenzo Piazza, proprietario di Suvignano, in via Lelio Basso a Ponte a Tressa. Qui era stato completato un intervento nel 1993, il più importante a Monteroni in quegli anni: 65 unità immobiliari. L’iter giudiziario è iniziato nel 2002 terminando – spiega Berni – con la confisca definitiva nel 2021. E’ stato allora che il Comune ha presentato la richiesta di assegnazione degli immobili rimasti invenduti nel corso degli anni. Ben 19 unità, fra cui 7 alloggi, 3 fondi commerciali e 9 box-garage. Grazie a due conferenze di servizi nel 2023, si è giunti l’anno seguente all’assegnazione. E grazie alle risorse della Regione è avvenuta la riqualificazione".E ieri la vice presidente Diop ha constatato di persona cosa vuol dire fare gioco di squadra. E garantire la ’rinascita’. Come avvenuto, per esempio, per gli alloggi. Alcune famiglie hanno aperto le porte di casa al sindaco e a Diop. "Gli appartamenti di Ponte a Tressa rappresentano per noi il simbolo del riscatto di un territorio che fa della legalità un princio fondamentale della sua cultura. Un’azione concreta che ha visto prendere gli immobili appartenuti alla mafia e riassegnarli a famiglie in attesa di alloggi popolari. L’attribuzione dei fondi ha rappresentato un’ulteriore opportunità di crescita per il tessuto sociale e per i servizi alla persona con gli ambulatori messi a disposizione dei medici di famiglia", sottolinea il sindaco Berni. Un lavoro certosino, quello svolto per arrivare al traguardo. Quattro dei 7 appartamenti, come detto, sono stati dati a famiglie nelle liste di attesa Erp, uno viene utilizzato per l’emergenza abitativa e due, poiché erano già occupati da inquilini, sono stati riassegnati a canone di mercato e quanto incassato viene devoluto per fini sociali. Sette dei 9 box hanno ’seguito’ gli appartamenti, due sono diventati magazzini comunali. Dei tre fondi commerciali, invece, uno è andato al Circolo Arci che sta svolgendo numerose attività, gli altri ospitano come detto ambulatori dei medici di famiglia per agevolare la fruizione del servizio da parte dei residenti. Il fondo in cui c’era invece la pizzeria, come prevede la legge, è stato lasciato a tale attività: l’affitto, anche in questo caso, serve a fini sociali.L’incontro fra Diop e Berni, che è delegato Anci Toscana per i beni confiscati alla criminalità, è servito poi per parlare del percorso formativo che dovrebbe essere presentato a settembre con la Regione utile per migliorare ulteriormente gli ’anticorpi’ e i sensori di chi si occupa, nella pubblica amministrazione, delle procedure coinvolgendo anche altri soggetti che comunque vengono da esse interessati.








