Che fine ha fatto il "Tavolo povertà e contrasto alla marginalità"? A chiederselo sono i consiglieri comunali di opposizione Mirco Zanoli e Lodovica Boni, che carte alla mano dove evidenziano erogazioni pubbliche per questo progetto superiori ai 12.000 euro, hanno presentato un’interrogazione all’amministrazione, da discutere in consiglio comunale, riguardo al medesimo progetto. "Un investimento di risorse pubbliche – commentano Zanoli e Boni - che si trascina dietro parecchie spese, a fronte di risultati e benefici concreti che, ad oggi, non risultano pervenuti. È questo il motivo che ci ha spinto alla presentazione di un’interrogazione urgente. L’iniziativa, avviata a fine 2021 per mappare e contrastare le vecchie e nuove fragilità sociali aggravate dalla pandemia da Covid 19 – proseguono i consiglieri di opposizione - ha visto nel corso del tempo il susseguirsi di diverse determinazioni dirigenziali e integrazioni economiche a favore di una società privata di consulenza. Risorse della collettività investite per redigere studi e report teorici — come quello presentato a Villa Boschetti nell’ottobre 2022 — ma che rischiano di essere rimasti solo sulla carta. Ad anni di distanza dall’avvio del progetto, non si ha infatti alcuna notizia di riforme strutturali, soluzioni pratiche o aggiornamenti delle convenzioni con il terzo settore, che abbiano realmente inciso sulla vita delle persone in stato di bisogno. L’interrogazione nasce proprio dal dovere ispettivo di fare chiarezza: se da un lato il progetto ha comportato esborsi economici continui per le casse comunali, dall’altro non vi è alcuna traccia di un impatto sociale positivo e misurabile sul territorio". Dall’altra parte, l’amministrazione comunale di San Cesario replica: "Il tavolo della povertà si è chiuso con la relazione conclusiva ed in base a quelle analisi abbiamo sviluppato e potenziato in questi anni servizi in ambito socio sanitario per aiutare la marginalità economica e indirizzare nuove politiche giovanili. Abbiamo potenziato peraltro il Centro per le famiglie e favorito l’invecchiamento attivo. Proprio da quello studio è nata una convenzione tra i servizi sociali dell’Unione del Sorbara e "Solidarietà in rete" che è stata un modello per convenzioni con altre associazioni in altri comuni della nostra Unione".