Il governatore Eugenio GianiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPoco, anzi niente. È quanto rimane nel salvadanaio dei Comuni, alle prese con tagli, aumento dei costi, risorse che latitano. Così la missione di contenere i rincari del trasporto pubblico locale rischia di frantumarsi contro il muro della realtà. Dopo il vertice di lunedì tra Regione ed enti locali, il governatore toscano Eugenio Giani ha spezzato le tensioni affermando che "se le risorse che servono sono circa 5 milioni, le possiamo coprire come Regione". Ma a patto che "anche i Comuni facciano la loro parte". I sindaci sono avvisati: "Non può essere solo la Regione a farsene carico, non siamo un ente assistenziale. Mettiamo già 145 milioni e ne abbiamo aggiunti 12 per sterilizzare gli aumenti". Un messaggio chiaro in vista del nuovo vertice in programma settimana prossima. La partita per calmierare il caro-bus con sconti su abbonamenti trimestrali e annuali si gioca sulla suddivisione dei contributi tra Regione e Comuni. Anci Toscana, però, avvisa: "Tra tutti gli enti, i Comuni sono quelli che hanno meno leva fiscale, a differenza della Regione che invece ha diversi introiti tra cui l’aliquota Irpef, l’Irap, il bollo auto – argomenta Simone Gheri, direttore Anci Toscana –. I Comuni non hanno margine di indebitamento, vivono di finanza derivata dallo Stato e da tempo è stata abolita anche l’Imu sulla prima casa. A breve inoltre verrà firmato il rinnovo del contratto degli enti locali che comporterà un aggravio di spesa".