Affari, geopolitica e tensioni: 48 nazionali. Domani Messico-Sudafrica. E Platini querela il n°1 Fifa

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Ci siamo. No, sbagliato, il plurale non ci riguarda. Eccoli, dunque, il mondo e il mondiale, Trump&Infantino, uniti dal logogramma dell'e commerciale, il loro è un affare colossale, la Fifa incasserà 9,5 miliardi di euro, il calcio è un pretesto, trattasi di G48, il numero delle nazionali partecipanti, il forum dei Paesi calcisticamente qualificati, 104 le partite, sono la merce già venduta a tv e sponsor, tre nazioni coinvolte, Usa, Canada e Messico, questi ultimi due in rapporti critici con la Casa Bianca il cui capo presume di poter governare anche il sistema football, con la complicità del The King of soccer, come lo stesso Trump ha definito l'italosvizzero Infantino il quale, per ricompensa, ha creato e donato il Nobel per la pace del calcio al collega di Washington. Lo stesso King of soccer parte da querelato, la denuncia, con perfetto timing come gli accadeva in campo, è stata presentata da Michel Platini, diffamazione e traffico di influenze, questa l'accusa dinanzi alla quale Infantino saprà e dovrà rispondere stasera in conferenza stampa, in seguito in un tribunale europeo. Parte dunque una commedia folle e volgare, è la realtà assoluta che da domani a domenica 19 luglio raggrumerà l'interesse e la passione di oltre due miliardi di tifosi. Noi italiani seguiremo da remoto il torneo per disgrazia ricevuta da una nazionale modesta alla quale è riuscita l'impresa di mancare il mondiale per la terza volta consecutiva, i 4 titoli sul petto sono stemmi impolverati, il sistema italiano è alla deriva, senza capi, al governo e in panchina.