Il lungolago di Passignano diventa teatro di una duplice mobilitazione popolare per proteggere i simboli della storia locale dall’usura e dall’oblio. Al centro dei riflettori sono finite due opere radicate nello skyline del borgo: il monumento “Inno alla Pace“ e quello dedicato ai Caduti dell’Aeronautica. Sulla questione è intervenuto direttamente il sindaco Sandro Pasquali, tracciando la linea dell’amministrazione per rispondere alle richieste dei cittadini. La prima vicenda riguarda la scultura dedicata alla pace, rimossa dai giardini Zagabria per i lavori di riqualificazione e rimasta in un deposito comunale.

La protesta si è riaccesa durante un presidio pacifista del Pci di Gubbio contro la guerra a Gaza, dove un comitato di residenti ne ha chiesto il riposizionamento. Su questo fronte, il sindaco Pasquali ha subito rassicurato la comunità, annunciando che il monumento verrà ricollocato a breve lungo la passeggiata. Più complessa la situazione del Monumento ai Caduti dell’Aeronautica, per il quale lo storico Massimo Gagliano (ComunicArea aps) ha chiesto un restauro urgente. Inaugurata nel 1968, l’opera – nata dall’ingegno di Romeo Mancini e delle maestranze della SAI Ambrosini per impulso di Angelo Ambrosini e del comandante Edoardo Acton – mostra gravi lesioni al basamento sin dalla gelata del 1985. Il sindaco non ha nascosto le difficoltà economiche e operative, definendo la questione problematica ma risolvibile attraverso unire le energie e partecipando a bandi specifici. Pasquali ha inoltre suggerito di sfruttare l’attuale periodo di acqua bassa del Trasimeno per avviare il necessario progetto strutturale. La proposta resta quella di mettere in sicurezza il sito e rinnovare l’illuminazione con un led tricolore, traguardando il 60esimo anniversario del 2028 con l’auspicio di veder sfrecciare di nuovo le Frecce Tricolori. Ma tra i commentatori c’è anche chi propone una raccolta fondi per la messa in sicurezza dell’opera, una via che tra tanti appassionati potrebbe anche ricevere numerose adesioni. Due battaglie diverse, ma animate dalla certezza che senza la cura dei propri simboli una comunità rischia di perdere la propria anima.