Diciassette anni: ma, almeno questa volta, non c’era nessuno ad aspettare la pronuncia del tribunale di Modena che, negli scorsi giorni, ha dichiarato ufficialmente «eredità vacante» quella di un uomo deceduto in provincia di Reggio Emilia a marzo del 2009. Tempi biblici, d’accordo, però in un certo senso giustificati: metti salti fuori un nipote, un figlio dimenticato, un parente in quota di legittima, a quel punto che si fa? Ché del signore emiliano si sa pochissimo (non si conoscono né il nome né lo status familiare né l’ammontare preciso del patrimonio che ha lasciato, ma poi a chi?; l’unico dettaglio fatto trapelare è che si sia trattato per lo più di materia immobiliare), eppure la sua è una storia mica tanto rara (e destinata a moltiplicarsi nel prossimo futuro). È che non ci pensi, o forse non ci vuoi pensare, procrastini, ti ripeti non-è-ancora-il-momento, magari arrivi a quel punto dell’esistenza in cui ti accorgi che di legami forti non te ne sono rimasti, forse non realizzi che le alternative esistono (sono spiegate nel box qui a fianco): e allora?
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