A distanza di tre anni dall"accordo con Autosped (Gavio), l"acquisizione del Terminal San Giorgio nel porto di Genova da parte di Ignazio Messina & C. ha ottenuto l"ok dell"Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

L"Agcm ha tuttavia imposto alcune condizioni che riguardano Msc (socio di minoranza al 49% in Messina e al 100% nella società di traghetti Gnv).

Per evitare che il deal si configuri come concentrazione di mercato nei terminal portuali che movimentano carichi rotabili (auto, camion e semirimorchi) la Messina deve dare piena ed effettiva esecuzione, entro 15 giorni dalla notifica del Provvedimento, di alcune misure.

Tra esse l"eliminazione di ogni obbligo di preventiva consultazione di Marinvest o di società del gruppo Msc da parte del gruppo Messina per la nomina del presidente e/o dei ceo della Messina; attribuzione del potere di nominare tutti i membri del cda e le figure apicali di Terminal San Giorgio esclusivamente al presidente e/o ai ceo della Ignazio Messina, senza previa consultazione di Marinvest o del cda di Ignazio Messina; divieto per i membri del cda e le figure apicalidi ricoprire, o aver ricoperto nei tre anni precedenti, incarichi in Marinvest; attribuzione, in via esclusiva, ai membri del cda e alle figure apicali di Terminal San Giorgio di tutti i poteri di gestione di di quest"ultimo; approvazione del budget e il business plan di Terminal San Giorgio autonomamente e in via esclusiva dal proprio board; trasformazione di Terminal San Giorgio da srl a spa.Tali condizioni mettono di fatto il gruppo svizzero di Aponte ai margini della Ignazio Messina e del Terminal San Giorgio, dove la minaccia concorrenziale principale temuta da Grimaldi - principale oppositore di questa vendita - e attentamente analizzata dall"Antitrust è l"input foreclosure (pratica anticoncorrenziale che si verifica se un"azienda integrata verticalmente limita o nega ai concorrenti a valle l"accesso a forniture essenziali aumentandone i costi e escludendoli dal mercato).