Luigi Lovaglio (ad Mps), il vescovo Augusto Paolo Lojudice e la sindaca di Siena Nicoletta FabioRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciSiena – “Qui ho scoperto il valore del brand, ogni volta che mi è stato ripetuto ’tutto quello che ho lo devo al Monte’. Questa è la forza del brand più bello al mondo”. Sono passate un paio di settimane, da quando Luigi Lovaglio pronunciava queste parole nell’aula magna dell’Università degli studi di Siena, durante un’affollata e applaudita lezione. Quel “brand più bello del mondo” sembra ora destinato a finire in archivio, nello stupore di una città che pure negli ultimi quindici anni ne aveva viste di ogni colore, sul versante Monte.
La sede Mps a Siena
Ma la botta questa volta è stata dura e la preoccupazione diffusa, se persino il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena, è subito intervenuto chiedendo di “rispettare la storia plurisecolare della prima banca aperta al mondo e soprattutto la tutela dei posti di lavoro. Mps ha plasmato nei secoli l’identità della nostra comunità e negli ultimi anni è stato l’esempio di come si possa risanare una banca portando avanti un vero e proprio cambio di passo e di mentalità”.












