Il nuovo istituto che potrebbe nascere dalla fusione tra Mps e Bper, così come ipotizzato da Unipol che acquisterebbe gli sportelli da IntesaSanpaolo, si chiamerebbe Banca Monte Paschi. L'indicazione fornita da comunicato di Unipol di fatto toglie dal nome il collegamento con Siena, anche se non escluso che il nuovo gruppo possa mantenere uno dei suoi baricentri, amministrativi o dirigenziali, nella città.

I legami tra la città toscana e la sua banca sono storici e solitamente molto stretti, e non limitati al passato quando la fondazione, che controllava l'istituto, aveva rappresentanti indicati dalla maggioranza politica del consiglio comunale. Si è visto anche recentemente nel corso dell'ultima assemblea durante la quale gli azionisti cittadini avevano sottolineato, con applausi, gli interventi che legavano le sorti della banca alla citta e la vittoria della lista capitanata dall'attuale amministratore Luigi Lovaglio. Questi ha spesso parlato con orgoglio della valorizzazione del territorio dopo la 'rinascita' avvenuta prima con il salvataggio pubblico e poi con l'azione di risanamento. "Tutte le strade portano a Siena", ha detto non più tardi di una settimana fa parlando del risiko nel suo ultimo intervento al consiglio nazionale della Uilca che si è tenuto a Venezia. Le vicende di Mps sono seguite sempre con grande attenzione dalla comunità locale. Lo aveva detto anche il presidente della Fondazione Mps, Carlo Rossi che, in vista dell'ultima combattuta assemblea, aveva riportato ai vertici dell'istituto il 'sentiment' popolare: "La gente in strada mi ha fermato e chiesto se a Siena siamo tutti pazzi: abbiamo trovato uno che ha salvato la banca e lo licenziamo".