<ul class="leggi-anche"> </ul> <p>Nella <a href="https://www.milanofinanza.it/news/mps-lovaglio-non-chiude-all-opas-di-intesa-sanpaolo-pronti-a-valutare-le-migliori-opzioni-nell-interesse-202606230913429795">mega-operazione <strong>Intesa Sanpaolo</strong>-<strong>Unipol</strong> su <strong>Mps</strong>-<strong>Mediobanca</strong></a> che ridisegna il quadro del sistema bancario c’è un aspetto rimasto sinora sullo sfondo, ma che in <strong>Toscana</strong> sta già allarmando la <strong>politica locale</strong>, oltre ai sindacati del credito.
Quale sarà la futura sede della seconda banca italiana che nascerà dalla fusione della rete <strong>Montepaschi </strong>e di <strong>Bper</strong>, se si affermerà l’opas di Messina rispetto alla proposta alternativa di una fusione Mps-Banco Bpm? </p> <p> </p> <p>L’offerta da <strong>30,6 miliardi</strong> di <strong>Intesa Sanpaolo</strong> su <strong>Mps</strong> – precondizione delle scorporo del «compendio Unipol» da girare alla compagnia bolognese – è appena stata lanciata e i tempi della fusione degli asset senesi con <strong>Bper</strong> saranno lunghi. </p> <p> </p> <p>Secondo il cronoprogramma stabilito da <strong>Ca’ de Sass</strong> e dalla compagnia assicurativa presieduta da <strong>Carlo Cimbri</strong> azionista di <strong>Bper</strong> con quasi il 30%, le nozze non si celebreranno prima del 2028.









