L’opas di Intesa Sanpaolo non cambia la strategia del ceo di Mps Luigi Lovaglio che anzi, a due settimane dal lancio dell’offerta da 30,6 miliardi, preme sull’acceleratore nel riassetto interno.

Lunedì 22 i cda di Montepaschi e delle controllate Mediobanca Premier (la ex Che Banca) e Wise Dialog Bank (ex Widiba) hanno approvato all’unanimità il progetto che ridisegna le attività di Piazzetta Cuccia: investment e private banking, branch estere e il 13,2% di Generali verranno scorporati e girati all’attuale Premier, che cambierà nome in Mediobanca spa.

Al contempo avrà luogo la scissione parziale della stessa Premier a favore di Widiba, cui saranno trasferite le reti di consulenti finanziari ex Mediobanca.

Il piano industriale e la riorganizzazione di Mps La doppia mossa è il cuore del piano industriale che Lovaglio ha presentato al mercato a febbraio ma che ha subìto rallentamenti per la sua defenestrazione e lo scontro sul rinnovo del board.

Prima comunque bisognerà procedere alla fusione di Mediobanca in Mps, operazione che dovrà incassare il via libera delle assemblee straordinarie previste entro settembre.