Attesa per il Cda di Mps convocato oggi per affrontare alcuni aspetti tecnici della fusione tra il Monte e Mediobanca, operazione, che l’amministratore delegato Luigi Lovaglio si è impegnato a realizzare entro l’anno. Sul tavolo dei consiglieri però finiranno anche i dossier dell’offerta pubblica di acquisto e di scambio di Intesa Sanpaolo sul Monte, formalizzata lo scorso 8 giugno, e la proposta di nozze alla pari contenuta in una lettera inviata il giorno prima da Banco Bpm. Una proposta che l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha definito come una "lettera d’amore" ma che, secondo indiscrezioni, avrebbe indotto Lovaglio e il suo omologo in Banco Bpm Giuseppe Castagna a formalizzare un ‘accordo di riservatezza’. L’obiettivo sarebbe quello di avviare un vero e proprio negoziato a carte scoperte (due diligence) per valutare le possibili nozze. Il tutto per sterilizzare la cosiddetta ‘regola della passività’ (passivity rule), che impone di sottoporre preventivamente all’assemblea straordinaria degli azionisti qualsiasi azione difensiva nei confronti di un’offerta pubblica. Difficile però che un’operazione straordinaria della portata di una fusione si possa realizzare senza chiedere il parere agli azionisti con un’offerta concreta pendente.
Cda di Monte dei Paschi. Fusione con Mediobanca. Oggi si decide il futuro
Sul tavolo le proposte di Intesa Sanpaolo e Banco Bpm
CdA MPS sceglie oggi tra fusione Mediobanca (entro anno), OPA Intesa Sanpaolo e controproposta Banco BPM: tre M&A alternativi. Per il tech manager: il consolidatore ridetermina stack cloud/AI e governance bancaria—impatto su partnership vendor, budget IT, compliance.












