Giacomo Francesco Saccomanno, già componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa ed ex commissario della Lega in Calabria, interviene dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta relativa al progetto del Ponte sullo Stretto, respingendo con decisione le contestazioni mosse dalla Procura.
“Contestazioni prive di logica”
Nelle sue dichiarazioni, Saccomanno definisce l’indagine nei suoi confronti “aberrante”, sostenendo che gli elementi contestati dagli inquirenti sarebbero privi di coerenza sul piano giuridico e fattuale. L’ex dirigente leghista nega in particolare di avere avuto interlocuzioni riconducibili alle ipotesi investigative emerse nelle ultime ore e sostiene che eventuali confronti personali con soggetti a lui legati da rapporti di amicizia non possano essere interpretati come condotte illecite.
La difesa sul caso Corte dei Conti
Saccomanno respinge inoltre qualsiasi addebito relativo ai presunti rapporti con Tommaso Miele, magistrato della Corte dei Conti finito anch’egli al centro dell’attenzione investigativa. Secondo la sua ricostruzione, eventuali conversazioni avrebbero riguardato valutazioni personali e timori condivisi sull’evoluzione del procedimento amministrativo, senza alcun tentativo di influenzare decisioni istituzionali.










