La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito della progettazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta e riportato dagli organi di informazione nazionali, tra le persone coinvolte figura Giacomo Francesco Saccomanno, avvocato 71enne, già componente del Consiglio di amministrazione della Stretto di Messina S.p.A. fino al 29 aprile 2026 e collaboratore del ministro Matteo Salvini.

Con lui risultano coinvolti anche Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti ed ex numero uno della sezione giurisdizionale del Lazio, e Vincenzo Virgiglio, imprenditore e responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”. Secondo la ricostruzione investigativa, i tre avrebbero tentato di condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo dell’opera. Saccomanno e Virgiglio avrebbero avvicinato Miele prospettandogli un sostegno per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento, in cambio di una sua «fattiva azione» a favore della Stretto di Messina S.p.A.

Il 9 giugno 2026 la Procura di Roma ha disposto nei confronti di Saccomanno l’acquisizione di telefono cellulare e computer nell’ambito dell’inchiesta. La vicenda ha immediatamente avuto ampia eco mediatica, aprendo anche un fronte interno al Rotary International Distretto 2102, di cui l’avvocato era Governatore Eletto con mandato previsto dal 1° luglio 2026.