ROMA – I censimenti ufficiali ci dicono che in Italia risultano poco più di 17.000 minori stranieri arrivati nel nostro Paese da soli, i cosiddetti “non accompagnati”, che hanno anche generato una sigla, così, tra le tante: MSNA. Si tratta di un dato ufficiale aggiornato al 31 dicembre 2025 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ci mostra una diminuzione rispetto agli anni precedenti: erano infatti 18.030 nel mese di ottobre e oltre 20mila nel 2024.

Chi sono questi ragazzi e bambini che arrivano. Sono per lo più adolescenti, vicini alla maggiore età: il 58,5% ha 17 anni; il 20,3% ne ha 16. La stragrande maggioranza è di sesso maschile (88,6%); le ragazze rappresentano l'11,4%. Provengono da oltre 70 Paesi diversi, in primo luogo dall’Egitto (30,3%), dall’Ucraina (17,4%), dal Bangladesh (10%) e dal Gambia (6,6%). Le regioni italiane che accolgono il maggior numero di minori sono la Sicilia (22%), la Lombardia (13,5%), la Campania (11,5%) e l'Emilia-Romagna (7,5%).

Le intenzioni e gli scopi annunciati di PROTECT+ . In relazione a tutto ciò, l’UNICEF oggi ha lanciato, assieme al Ministero dell’Interno, il programma PROTECT+, finanziato nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 che punta rafforza – questa è almeno la promessa – il sistema di accoglienza e protezione, la capacità di identificare precocemente le vulnerabilità, di garantire percorsi di presa in carico e di inclusione di minorenni stranieri non accompagnati, giovani neo-maggiorenni, nuclei familiari con minorenni e donne rifugiate, oltre che migranti a rischio o sopravvissute a violenza di genere.