ROMA – Considerando solo i migranti in arrivo via mare in Italia, nel 2025 – si legge in un rapporto di Save The Children – si stima che circa 2.000 siano stati i minori arrivati nel nostro Paese con la propria famiglia.I pochi dati esistenti, seppur incompleti e frammentari, restituiscono con chiarezza una presenza diffusa, lungo tutte le principali rotte migratorie, di famiglie con bambini e adolescenti, che arrivano in Italia, la attraversano e, a volte, vi ritornano perché respinti o di ritorno da altri Paesi.
Quel “Patto” siglato dall’Europa. Tutto ciò fa di questi bambini e dei loro genitori una categoria di persone particolarmente esposte a rischi di diversa natura, ma soprattutto risultano invisibili, nell’ambito dei flussi migratori, e quindi costretti a misurarsi con meccanismi di tutela poco attenti alle loro esigenze e con un sistema complessivo di accoglienza e protezione decisamente inadeguato. Un sistema che rischia di essere ancor più compromesso dall’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, il cui decreto-legge di attuazione è attualmente all’esame del Parlamento.
La difficile e complessa realtà delle famiglie con figli minori. A questi bambini e bambine è dedicata l’ultima edizione di Nascosti in piena vista di Save the Children, perché la loro condizione di vulnerabilità non può essere considerata un “effetto collaterale” del fenomeno migratorio, una questione «marginale», nella discussione politica nazionale relativa alle politiche di accoglienza e asilo, ma deve essere riconosciuta e messa al centro anche di questa fase di attuazione del Patto europeo. Seppur poco analizzata a livello sistemico, la realtà delle famiglie con figli minori emerge e si manifesta in tutta la sua complessità sui territori, sollecitando le istituzioni, le amministrazioni, gli attori umanitari e la società civile che, in assenza di un quadro normativo e operativo specifico, si mobilitano a seconda delle diverse capacità, possibilità e priorità definite a livello locale.






