Primi provvedimenti del governo transalpino sull'onda della pressione dell'opinione pubblica dopo la vicenda della 11enne uccisa. Anche le indagini sui reati contro i minori andranno velocizzate

ascolta articolo

Il premier francese Sebastien Lecornu, sull'onda della pressione dell'opinione pubblica dopo l'assassinio dell'11enne Lyhanna, ha presentato le prime misure in tema di tutela dei minori e di violenza sessuale. Il primo ministro, che ha tenuto un incontro di 90 minuti con diversi ministri, ha proposto un inasprimento delle pene per gli stupratori seriali, che potrebbero ora rischiare l'ergastolo anziché gli attuali 20 anni. Per quanto concerne i crimini contro i minori, inoltre, ha stabilito che le indagini debbano essere condotte "entro un periodo massimo di tre mesi".

La madre di una vittima denuncia lo Stato

L'intervento del governo è una risposta diretta alle accuse di inerzia da parte del sistema giudiziario nei confronti del principale sospettato della morte di Lyhanna, Jerome Barella, che era già stato oggetto di numerose denunce e segnalazioni ma nei suoi confronti non era mai stato preso alcun provvedimento. E proprio per questo la madre di una delle minorenni che aveva denunciato per stupro Barella aveva annunciato poche ore fa di aver intentato causa allo Stato francese per "colpa grave". Secondo la donna, infatti, la Giustizia transalpina ha gestito il caso con un'ingiustificata lentezza. Ad annunciare l'avvio dell'azione legale è stato l'avvocato della donna, Pierre Debuisson, spiegando all'emittente Rtl che verranno avviate due procedure parallele: un'azione contro lo Stato per presunta negligenza grave e un'iniziativa in sede penale legata alla gestione del fascicolo. L'annuncio arriva il giorno dopo l'arresto del fratello di Barella, anche lui accusato di stupro.