L'infrastruttura che digitalizza la memoria storica e artistica
Genova – Il futuro della nostra memoria storica e artistica è digitale, interconnesso e, soprattutto, a portata di clic: è la cultura 4.0. Con il lancio di Ecomic, l'Ecosistema Digitale per la Cultura, l'Italia compie un ulteriore passo verso la transizione tecnologica del suo immenso patrimonio, oggi frammentato tra migliaia di musei, archivi e biblioteche. Promosso dall’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale – Digital Library, il progetto rappresenta il cuore degli investimenti del Pnrr e punta a rivoluzionare il modo in cui istituzioni, imprese e cittadini interagiscono con la cultura. Non si tratta semplicemente di una banca dati, ma di un'infrastruttura progettata per supportare l'intero ciclo di vita dei beni culturali digitalizzati, offrendo a istituzioni e professionisti strumenti per creare servizi innovativi, personalizzati e sostenibili. La parola chiave è inclusione: non lasciare indietro nessuno. Perché digitalizzare significa anche preservare. «Non si rimane indietro lavorando insieme, comunicando e sviluppando progetti comuni. Questo è lo spirito con cui abbiamo costruito l'Ecosistema digitale per la cultura Ecomic, ascoltando le esigenze di tutte le istituzioni e degli operatori del mondo della cultura, modellando questo grande progetto sui loro fabbisogni e sulle loro aspirazioni», spiega Giuliano Ramalli, direttore della Digital Library del Ministero della Cultura, l'istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale.








