Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’intelligenza artificiale rivoluziona anche il mondo della cultura. Dieci anni fa parlare di innovazione digitale in ambito culturale significava soprattutto parlare di strumenti: siti web, social media, biglietterie online, digitalizzazione delle collezioni, prime applicazioni di realtà aumentata e virtuale. Oggi questo approccio non è sufficiente: il digitale non è più un insieme di tecnologie da adottare, ma un elemento strutturale che ridefinisce conservazione, ricerca, accessibilità, relazione con il pubblico e sostenibilità economica delle istituzioni culturali.
I dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano
La crescita della domanda convive però con una trasformazione ancora molto disomogenea. Nel 2025 quasi la metà delle istituzioni culturali italiane non ha infatti investito in innovazione digitale, evidenziando un divario sempre più marcato tra realtà che stanno costruendo strategie evolute di relazione, accessibilità e valorizzazione dei dati e organizzazioni che faticano ancora a integrare il digitale nei processi ordinari di gestione e sviluppo. Sono i principali risultati emersi dalla nuova edizione della ricerca dell’Osservatorio innovazione digitale nella cultura del Politecnico di Milano, presentata pochi giorni fa durante il convegno «L’innovazione nella cultura tra passato e futuro: i megatrend dei prossimi 10 anni».







