Gli archeologi hanno fatto una macabra e misteriosa scoperta in Slovacchia: una fossa comune contenente 77 scheletri decapitati. La sepoltura risale a 7.000 anni fa, al Neolitico.

La fossa comune con i 77 scheletri decapitati. Credit: Martin Furholt/Istituto di archeologia pre– e protostorica/Università di Kiel

In un sito archeologico della Slovacchia è stata fatta una macabra e misteriosa scoperta: una fossa comune contenente almeno 77 scheletri decapitati. I primi resti umani all'interno della sepoltura erano emersi nel 2022, ma solo adesso si inizia a far luce su ciò che potrebbe essere accaduto in questo luogo enigmatico 7.000 anni fa, grazie all'individuazione di molti più reperti e la conseguente pubblicazione di uno studio ad hoc. L'insediamento Veľké Lehemby nei pressi della città di Vráble, un piccolo comune di circa 10.000 anime nel distretto di Nitra (Slovacchia sud-occidentale), risale al Neolitico e ha una datazione compresa tra il 5250 e il 4950 avanti Cristo. Fa parte della parte finale della cosiddetta cultura LBK (Linearbandkeramik – della ceramica lineare), un periodo che secondo gli studiosi fu caratterizzato da crisi e conflitti. Ma sebbene una fossa comune con decine di corpi – apparentemente ammassati – e privi di testa possa far pensare a un evento orribile, come una mattanza rituale con corpi gettati alla rinfusa nella fossa dopo il sacrificio, in realtà le cose potrebbero essere andate molto diversamente.