| 9 Giugno 2026 15:03 |

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(Adnkronos) – C’è un luogo, nel cuore della sede Barilla di Parma, dove è possibile trovare una confezione di pasta degli anni Venti che convive con i manifesti di Mina, oppure le prime trafile in bronzo insieme allo storico spot “Rigatoni” firmato dal maestro Federico Fellini, fino ai gadget del Mulino Bianco che hanno acceso la fantasia di generazioni di bambini. È l’Archivio Storico Barilla: non solo la memoria di un’azienda, ma uno specchio di come l’Italia è cambiata nel corso di un secolo e mezzo. In occasione della Giornata Internazionale degli Archivi, istituita dall’Unesco e celebrata ogni anno il 9 giugno, Barilla rilancia il valore di questo patrimonio unico nel suo genere, composto da una documentazione che parte dalla fine del XIX secolo e arriva fino ad oggi: si tratta di oltre 60.000 documenti – fotografie, filmati, manifesti, oggetti, trafile – organizzati in 20 diverse tipologie e distribuiti in circa 200 mq, snodandosi per oltre due chilometri lineari.

Fondato nel 1987 per volontà di Pietro Barilla, l’Archivio Storico è stato ufficialmente riconosciuto dal Ministero della Cultura come “sito di notevole interesse storico” perché racconta l’evoluzione del costume italiano. Un riconoscimento che va ben oltre la storia aziendale: Barilla nasce nel 1877, a pochi anni dall’Unità d’Italia, e la sua traiettoria si intreccia con quella del Paese e con i suoi usi e costumi.