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Ultimo aggiornamento: 17:57

Costruito accanto al molino e al pastificio di Parma, il Barilla Innovation & Technology Experience (BITE) oggi alimenta tutta l’innovazione del gruppo Barilla: dalla scelta delle materie prime fino ai prodotti che arriveranno sugli scaffali tra cinque, sette o dieci anni. Ed è qui che siamo stati: nel luogo in cui la pasta diventa un progetto di ingegneria, un esperimento sensoriale e addirittura un oggetto stampabile in 3D.

Un centro di 14.000 metri quadri che sembra più un campus tecnologico della Silicon Valley che una cattedrale della pasta made in Italy in cui la tradizione incontra la scienza con la naturalezza, eppure è proprio da qui che Barilla immagina come mangeremo nei prossimi decenni.

Appena si varca l’ingresso del nuovo BITE ci si rende conto che si è lontanissimi dall’idea romantica del “pastificio di una volta”. Qui non ci sono solo cuochi, farine e profumo di basilico. Ci sono ologrammi, stampanti 3D piene di impasto, team di assaggiatori addestrati come atleti sensoriali e laboratori dove la pasta viene misurata, stressata, modellata e addirittura reinventata.