di

Luigi Ferrarella

Regolarizzazione delle ore di contratto e ricalcolo del passato per stimare gli arretrati. Dal colosso americano anche una indagine interna sui propri manager

Niente più decurtazione dallo stipendio dei 500 euro al mese che ai lavoratori indiani del cantiere del nuovo Consolato generale americano a Milano in piazzale Accursio venivano taglieggiati dai capisquadra turchi della società americana Caddel Construction, per far pagare proprio ai manovali l’alloggio che avrebbe dovuto essere contrattualmente a carico invece del datore di lavoro; e niente più decurtazione dei 350 euro che prima venivano spillati agli operai pure per il vitto. E da ora in poi rispetto delle 40 ore di lavoro settimanali, più 8 di eventuali straordinari, previste dal contratto. E per il passato c’é l’impegno a ricalcolare di ogni manovale le ore davvero lavorate (in molti casi anche 60 la settimana) per saldarne gli arretrati, con esiti che per qualche lavoratore finiranno per portare nello stipendio di giugno su maggio, tra stop decurtazioni e recupero dei saldi, anche duemila euro.

L’azienda: ora una indagine internaSono i primi risultati concreti dell’intervento della Procura di Milano che 10 giorni fa con i pm Paolo Storari e Mauro Clerici aveva disposto per la divisione italiana della società americana Caddell il «controllo giudiziario», confermato proprio stamattina dalla gip Angelica Cardi per l’ipotesi di reato di caporalato nel cantiere della nuova sede diplomatica statunitense, dove i lavoratori, a dispetto del contratto teoricamente depositato in Prefettura, tra una decurtazione e l’altra, e a forza di orari extra legge, venivano in realtà pagati poco più di due euro all’ora, in condizioni di lavoro «degradanti» fatte di «minacce e di negazioni», che in caso di «infortunio» si traducevano solo in «cure e medicinali» nel «cantiere» con «l'intimazione di riprendere immediatamente le proprie mansioni», pena la minaccia di rimandarli in India.