I manovali indiani impiegati in condizioni di "schiavitù" nel cantiere di Caddell Construction del nuovo Consolato generale degli Stati Uniti D'America in piazzale Accursio a Milano hanno collaborato alle indagini. Per questo motivo va concesso loro il permesso di soggiorno per le vittime di "sfruttamento". È la richiesta che in queste settimane la Procura di Milano, che indaga sul "meccanismo criminale" di "tratta" e "pizzo" per far arrivare in Italia dall'India centinaia di operai con la formula del "distacco" intra-societario internazionale dietro la promessa di "stipendi dignitosi" e invece costretti a lavorare 12 ore al giorno per paghe reali da 1-2 euro l'ora con la minaccia di essere rimpatriati, sta inoltrando ad almeno due Questure italiane: quelle di Milano e Pisa.
Con diverse istanze presentante, il pubblico ministero Paolo Storari chiede ai Questori di rilasciare i permessi di soggiorno per "casi speciali" ad almeno un centinaio di lavoratori. Con i carabinieri del Nucleo ispettorato sul lavoro li stanno sentendo uno ad uno come testimoni dell'inchiesta che, ad oggi, ha portato a disporre il controllo giudiziario di Caddell, in custodia cautelare in carcere un caporale turco e uno indiano e ad approfondire i legami fra il colosso delle costruzioni dell'Alabama e l'azienda turca, Enka, che si occupa della progettazione esecutiva delle strutture diplomatiche di Washington, sia nel capoluogo della Lombardia che in altre parti del mondo.






