Si sono tenute nelle giornate di domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno le elezioni amministrative in Sardegna. L’isola, in quanto Regione a statuto speciale, non ha infatti votato in contemporanea al resto del Paese ma si è recata alle urne in concomitanza con il secondo turno delle comunali ordinarie. In ogni caso, dal voto non sono emerse particolari sorprese e in quattro delle cinque grandi città coinvolte dalla tornata elettorale il sindaco è già stato scelto senza bisogno di attendere il ballottaggio.
Il primo turno, come detto, si è tenuto domenica 7 e lunedì 8 giugno: questa tornata elettorale ha avuto l'effetto di riportare gli elettori ai seggi, anche se lo scarto tra le precedenti elezioni è stato solamente pari a un +2%: in 148 Comuni su 377 nell'Isola ha votato il 61,6% contro il 59,6% registrato alle precedenti consultazioni. Per 62 candidati in piccoli centri è bastato il raggiungimento del quorum per brindare alla vittoria, mentre gli scrutini sono andati molto a rilento nei tre principali centri dell'Isola con più di 15mila abitanti chiamati al voto: Quartu Sant'Elena, Porto Torres e Sestu. A essere premiata, in ogni caso, è stata la stabilità.
A Quartu Sant’Elena, nella città metropolitana di Cagliari e terza città della regione per numero di abitanti, a vincere al primo turno è stato Graziano Milia: il sindaco uscente mantiene lo scranno più alto in Municipio con una coalizione del Campo largo con liste civiche e senza la presenza di simboli dei partiti di centrosinistra e M5s. Milia ha ottenuto oltre il 60% dei voti, mentre lo sfidante del centrodestra Marco Porcu, ex assessore regionale, si è fermato al 34,5% dei consensi.















