Tre giorni dedicati all’innovazione scientifica, alla ricerca e alle nuove prospettive terapeutiche per la sclerosi multipla e le patologie neurologiche correlate. Il Congresso Scientifico Annuale 2026 di AISM-Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della sua fondazione FISM conferma che la ricerca sulla sclerosi multipla sta vivendo una fase di profonda trasformazione. «Non si parla più soltanto di cura, ma di prevenzione della malattia, grazie allo studio dei fattori che la favoriscono, e, quando la diagnosi è già avvenuta, anche della disabilità che la malattia determina» spiega Mario Alberto Battaglia, presidente di FISM e della MSIF, la Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla che raccoglie ottanta associazioni nel mondo.
«Oltre tre miliardi di persone convivono con condizioni neurologiche e una persona su tre svilupperà un disturbo neurologico nel corso della vita. Questo scenario richiede un cambio di paradigma, a partire dall’individuazione precoce dei fattori di rischio» aggiunge Paola Zaratin, direttrice della ricerca FISM.
La sclerosi multipla, infatti, per svilupparsi ha bisogno che si combinino insieme una predisposizione genetica e alcuni fattori ambientali. E se non è possibile modificare il DNA (esistono circa 230 varianti genetiche associate alla malattia) è possibile ridurre il rischio contrastando i fattori di rischio noti.







