Tra i lavoratori europei aumenta l’ansia, mentre è stabile il rischio di depressione. La salute mentale di chi lavora non riguarda solto il benessere individuale, ma ha ricadute economiche concrete. Tanto più con l’invecchiamento della popolazione.
Una fotografia della salute mentale dei lavoratori
La salute dei lavoratori è una componente fondamentale della produttività e della sostenibilità dei sistemi di welfare. Tra le sue dimensioni, quella mentale è forse la più sottovalutata: difficile da misurare, spesso invisibile nei dati ufficiali, ma con costi rilevanti per le imprese, i lavoratori ed i sistemi sanitari. La letteratura ha documentato come le condizioni di lavoro – la qualità dell’ambiente fisico e sociale, il carico lavorativo, la sicurezza occupazionale – siano determinanti importanti della salute, inclusa quella mentale. Ce ne siamo occupati in alcuni nostri lavori (qui, qui e qui; qui; qui).
Per offrire una panoramica aggiornata su questi aspetti, utilizziamo qui i microdati dell’ultima edizione (2024) dell’European Working Conditions Survey (Ewcs), recentemente resi disponibili da Eurofound. La Ewcs è l’indagine quinquennale che fotografa le condizioni di lavoro dei lavoratori europei. Copre 35 paesi e oltre 36mila intervistati, ed è la fonte più ricca e comparabile a livello europeo per analizzare il nesso tra lavoro e salute.










